Le Papille Clandestine presentano “Stufato di capra con fagioli al coccio” in abbinamento al Salice Salentino Riserva

Se avete da poco aperto un account su Twitter, fra i numerosissimi avatar che scorrazzano su e giù per la timeline, potrebbe capitarvi di incontrare una inquietante lingua arancione. Ironia e accento ligure, il Clan delle Papille Clandestine è tutt’ora un mistero per tutto il world wide web. Di loro si sa ben poco, se non che portano avanti con successo un blog attraverso il quale “parlano e cazzeggiano su minuzie gastropiacevoli quali cibo, vino, birra, mondo“. Se siete fortunati (e frequentatori abituali di fiere e manifestazione sul vino o di campi di calcetto), potreste anche incontrarli con un bicchiere di vino in mano e t-shirt d’ordinanza (a proposito, ma quella che mi avevate promesso?? Taglia M, mi sono messo a dieta….) mentre dissertano amabilmente di terpeni e antociani con i produttori.
Quando Daniele, Giulio e Alessandro (ancora non so se siano i loro nomi veri o solo una copertura) hanno avanzato la loro candidatura per la partecipazione all’iniziativa I vini Cantele incontrano i food blogger, devo ammettere che sono rimasto piacevolmente sorpreso (o era soprattutto timore reverenziale?).
Stufato di capra con fagioli al coccio è la ricetta che i ragazzi hanno pensato per l’occasione e presentato qualche settimana fa sul loro blog, abbinandola al nostro Salice Salentino Riserva. Per scoprire tutti i dettagli della ricetta, potete visitare questo link.
Volete sapere qualcosa di più sulle Papille? Godetevi questa breve e spassosissima intervista:

Descrivetevi in 140 caratteri
Siamo in tre, non dovremmo avere diritto a 420 caratteri? Eccoci: maschi, genovesi, golosi , internettari, belinoni. Insomma, “i papilli”

Cosa vi ha spinto a partecipare a questa iniziativa?
La gloria e la fama. Siamo convinti che diventeremo famosi con questa ricetta, cioè, più famosi di quanto già non siamo. Poi essendo liguri ci sembrava un’ottima occasione per bere a sbafo. Infine, abbiamo rivenduto su ebay i gadget del cofanetto Cantele, quindi ci abbiamo anche fatto qualche lira.

E’ la prima volta che bevete un vino di Puglia?
Fra di noi ci sono diverse esperienze. Alessandro ad esempio ne beve spesso perché gli piace imitare Lino Banfi e crede che la cosa lo aiuti con l’accento pugliese. Giulio non lo beve perché Nichi Vendola gli sta un po’ sulle palle. E Daniele ha chiesto se la Puglia era quell’isola dopo la Calabria.

Perché avete pensato proprio a questa ricetta?
Abbiamo assaggiato il vino abbinandolo con tutto quello che c’era dentro il frigo di Alessandro, quindi una pesca ammuffita, uno yogurt alla banana e un formaggio di capra che si era erborinato nell’attesa. Mentre i primi due abbinamenti non ci hanno particolarmente convinto, il retrogusto del formaggio – quella punta di stallatico, che ricorda un po’ il nostro spogliatoio del calcetto – si sposava perfettamente al vino. A questo punto c’era solo da decidere cosa farne, di questa capra: lo spieghiamo sotto.

Raccontateci una curiosità sull’abbinamento
Ci piaceva poter presentare una ricetta ligure. E Ale si è ricordato di questa specialità del ponente, a base di capra e fagioli. I fagioli di laggiù costano come una mercedes, per cui cercano di metterteli un po’ ovunque con l’idea di aiutare l’economia: alcune ricette ne risentono, tipo il cappuccino con i fagioli che non è eccezionale. Ma questa invece è buona, molto buona.

Vi lascio alla consueta degustazione guidata di Andrea Gori ricordandovi che la prossima ricetta sarà preparata dal Vate del Web in persona, Stefano Caffarri.
Non mancate!

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