In Friuli il mondo cooperativo non accetta limiti alla produzione di Prosecco! Strategie sbagliate o pura miopia?


Era facile prevedere, non era necessario essere dei geni, che la creazione della nuova Doc pluriregionale (veneto-friulana) Prosecco, accanto alla Docg riservata alla storica zona di produzione di Conegliano e Valdobbiadene, avrebbe finito per creare dei problemi.
Come si fa, quando un giorno sì e l’altro pure, si grida all’esplosione, al successo trascinante, alla crescita inarrestabile del Prosecco, sempre più una wine commodity e sempre meno un vino dalla nitida espressione territoriale, a moderare gli appetiti di chi vorrebbe sedersi a tavola e vorrebbe partecipare al “banchetto” assicurato dal successo mondiale di questo Charmat aromatico?
E così, nonostante già nel gennaio 2010, i più lucidi, leggete qui, si preoccupassero di controllare “il possibile boom del potenziale produttivo soprattutto per l’area Doc” e contenere “la corsa agli impianti che si è registrata negli ultimi anni”, e nell’estate scorsa, leggete questo post del 26 luglio, si commentava positivamente il decreto della Regione Veneto con il quale si stabiliva “che fino alla campagna 2013/2014 i vigneti della DOC Prosecco non potranno superare la superficie complessiva di 20 mila ettari, di cui 16.500 ricadenti nel Veneto e 3.500 nel Friuli Venezia Giulia.
In base alle intese con la stessa Regione Friuli Venezia Giulia, quindi, raggiunto tale limite, l’iscrizione di vigneti di Glera da destinare alla DOC Prosecco è sospesa temporaneamente fino al 2014”, c’è qualche “fenomeno”, come definirlo diversamente?, che non si rassegna.
Come si può leggere qui e poi ancora qui, nonostante un anno fa il presidente del Consorzio Doc, Fulvio Brunetta assicurasse che “ci stiamo attrezzando per affrontare questo aspetto, in particolare stiamo cercando di mettere a fuoco quali potranno essere le linee di intervento per evitare un boom produttivo e un eccesso di offerta”, nella regione che ha fornito l’escamotage per realizzare la discutibilissima operazione Prosecco Doc, il Friuli Venezia, dove ha sede, nel Carso, la località Prosecco, la razionalizzazione ed il blocco degli impianti di Prosecco/Glera c’è chi non intende accettarli.
Secondo Confcooperative Fvg-Fedagri Fvg “limitare le rivendicazioni delle uve destinate alla produzione di Prosecco, pregiudicherebbe gli investimenti già programmati e sostenuti dalle aziende agricole del Friuli Venezia Giulia.

Il Prosecco – precisa Confcooperative – e’ stato oggetto di investimenti significativi, visti i risultati particolarmente positivi sul mercato per questo vino, in una situazione complessivamente difficile per il comparto.
Per Fedagri Fvg, non é quindi opportuno porre limiti rigidi alle rivendicazioni delle superfici vitate a Prosecco, perché non si dispone, a oggi, di dati certi sulle superfici impiantate e nemmeno quale sia la situazione nel vicino Veneto. ”Per decidere – commenta il presidente di Fedagri Fvg Giorgio Giacomello – chiediamo che si aspetti il 31 luglio, a campagna conclusa, per non pregiudicare gli investimenti in corso”.
A parte che dati chiarissimi sulle superficie vitate a Glera in Veneto sono disponibili, basta volerli trovare e leggere, ma che fine ha fatto il “tavolo di discussione con i responsabili delle due Regioni coinvolte nella produzione del Prosecco Doc (Veneto e Friuli Venezia Giulia) per individuare gli eventuali strumenti di intervento che potranno andare da un’azione di contingentamento della produzione e degli ettari da mettere a dimora oppure riguardare la riduzione delle rese produttive”?
E se questo tavolo esiste, ed è chiaro a tutti che se si inflaziona la produzione di Prosecco Doc, piantando un mare di vigneti soprattutto nelle nuove zone come larga parte del Friuli Venezia Giulia, si finisce inevitabilmente con lo svalutare queste produzioni e condannarle ad essere svendute a prezzi poco soddisfacenti, come diavolo si fa, per puro egoismo, per la smania di voler partecipare al banchetto del Prosecco, a chiedere, con la scusa degli investimenti fatti (e con quale raziocinio e capacità strategico-progettuale?), di “limitare le rivendicazioni delle uve destinate alla produzione di Prosecco”? Come diavolo fa il mondo cooperativo friulano e veneto giuliano a non capire che fiumi di Prosecco Doc prodotti anche da loro finiranno per creare una sovrapproduzione senza possibilità di soddisfazione per nessuno?

p.s.

Intanto in Puglia viene deciso di congelare una Legge Regionale del 2003 per autorizzare il trasferimento in deroga di 186 ettari di diritti di reimpianto pugliesi al Friuli Venezia Giulia, che andranno ad incrementare il Prosecco doc

http://www.regione.puglia.it/web/files/agricoltura/derogapotenzialevitinicolo106_2012_bis.pdf

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